La leggenda degli amanti perfetti

Quando gli Dei dimoravano sull’Olimpo, i sessi erano tre, i maschi, le femmine e gli androgini. Il mito vuole che questi ultimi siano stati separati da Zeus perché erano diventati troppo potenti e arroganti, in quanto perfetti, ma la verità è un’altra. Il motivo per cui la donna e l’uomo che formavano il terzo sesso furono separati fu un androgino che era infedele a se stesso.

Gli uomini e le donne che formavano gli altri androgini si guardavano sempre intensamente, gioiendone, si accarezzavano continuamente e con rinnovata passione, si desideravano fino alla spasmo e si univano in amplessi estenuanti a tutte le ore del giorno e della notte. Ma non era soltanto l’eros a renderli felici, gli androgini avevano un unico grande cuore innamorato che batteva in entrambi i petti.

Invece la donna e l’uomo che formavano l’androgino infedele litigavano continuamente, su tutto. Il grande cuore aveva cessato di emozionarsi, così all’improvviso, e insieme all’amore era finita anche l’attrazione dei sensi. Avevano cominciato a non essere d’accordo su come vestirsi, su dove andare o chi vedere e avevano raggiunto il punto di non ritorno quando non si erano messi d’accordo sulla posizione in cui fare sesso.

Volevano stare tutti e due sopra, o sotto. Se lei voleva dargli piacere con le mani, lui lo voleva con la bocca. Se lui voleva prenderla da dietro, lei voleva che la penetrasse di davanti. Lui le toccava il seno e lei voleva che le toccasse il sedere, lei aveva voglia di giorno e lui di notte. Si erano persi e non riuscivano a ritrovarsi più. Erano diventati indifferenti l’uno all’altra.

Gli altri androgini li guardavano, stupefatti all’inizio, addolorati dopo un po’ e infastiditi alla fine perché quelle litigate continue, con scoppi d’ira e di rabbia violenti, spesso non solo verbali, turbavano la loro felicità, l’equilibrio meraviglioso che c’era nella comunità e la loro passione appagante.

androgino

Li compativano e malgrado tutto li tolleravano finché la parte femminile dell’androgino insoddisfatto non adocchiò la parte maschile di un altro androgino. E cominciò a fargli gli occhi dolci, a lanciargli messaggi osceni con lo sguardo, a tentare di sedurlo. La parte maschile se ne accorse e ci rimase male perché non aveva previsto che potesse succedere. Ma dopo qualche giorno l’amaro stupore si trasformò in eccitazione ed entusiasmo perché si rese conto che lo poteva fare anche lui.

Solo che siccome le due parti non andavano d’accordo su nulla, se a lui piaceva la metà femmina di un androgino, a lei piaceva quella maschile di un altro ed era complicato riuscire a guardare contemporaneamente i due oggetti del desiderio, perché spesso e volentieri non erano vicini.

A quel punto l’androgino intraprendente si rese conto che era necessario stabilire una tregua, trovare un accordo. La parte maschile e quella femminile, che ormai si davano sempre le spalle, si misero di fronte e cominciarono a trattare.Dopo un po’ che chiacchieravano, stranamente senza litigare, arrivarono alla conclusione che avrebbero insidiato un androgino per volta, le cui due parti soddisfacessero entrambi. E non fu affatto difficile perché gli androgini erano tutti bellissimi.

Così le tacite avances si trasformarono in proposte sempre più esplicite e indecenti finché l’androgino sconveniente non cominciò ad allungare le mani e a tentare di intrufolarsi negli amplessi altrui. Scoppiò un putiferio, fu scacciato, insultato, a volte malmenato. Ma lui non si fece né scoraggiare né intimidire e, sempre più testardo e affamato di nuove esprerienze, continuò a tentare di fare sesso con un altro androgino.

Finché non ne trovò uno curioso e inquieto che gli permise di farsi toccare, accarezzare e sedurre. I due androgini si diedero alla pazza gioia e addirittura a un certo punto si scambiarono i partner, le due parti femminili si dedicarono l’una all’altra con grande divertimento e perizia e i due lui scoprirono una nuova sorprendente fonte di piacere.

Il tutto davanti agli altri androgini che guardavano scandalizzati, quasi inorriditi. Qualcuno addirittura piangeva. All’inizio. Perché dopo giorni e giorni di esibizioni ad alto contenuto erotico, durante le quali tutti e quattro i componenti facevano sesso tra di loro passando da uno all’altro, gli altri androgini cominciarono a sentire un certo prurito, uno strano formicolio mai provato prima.

androgino

Si guardarono e si videro, per la prima volta veramente. E si piacquero. Un paio si avvicinarono ai due che si davano da fare per raggiungere il vertice del piacere con equilibrismi erotici tanto improbabili quanto efficaci, e si unirono al loro amplesso generando un ingorgo di bocche, gambe, braccia, e sessi che diedero luogo a posizioni di sesso estremo senza precedenti.

E gli altri fecero lo stesso, si scelsero e cominciarono ad annusarsi, ad accarezzarsi, a leccarsi dappertutto, dando e ricevendo piacere sublime. Si formò anche un gruppo di cinque androgini in cui a un certo punto non si capiva più se la testa appartesse a uno o a un altro, in un intreccio di membra e membri stupefacente. L’aria era madida di odori osceni, pelle sudata e succhi del piacere, di lamenti, gemiti e urla sfrenate.

L’orgia andò avanti per giorni, incessantemente, con continui scambi di coppie ed elaborazioni di nuove posizioni che si pensa siano state di ispirazione per la compilazione del Kamasutra. Ma a un certo punto, stremati dalla stanchezza e indeboliti dalla fame e dalla sete, gli androgini si accasciarono al suolo praticamente svenuti e giacquero uno sopra l’altro, ansimando come tori esausti. Tutti.

Quando si furono ripresi, ebbero dormito, mangiato e bevuto, la fregola li riassalì prepotentemente e si riavvicinarono di nuovo, pronti a saltarsi addosso. Ma Zeus aveva visto tutto dall’alto. All’inizio aveva provato indignazione, poi curiosità, poi stupore e infine aveva convocato Giunone, divertendosi anche lui come un pazzo. Solo che gli androgini erano insaziabili e irriducibili e non la finivano di urlare e di lamentarsi, turbando il suo sonno.

androgini

Per questo decise di dividerli e di sparpagliarli ai quattro angoli del mondo, cancellando in loro la memoria dell’altra parte di sé. Lo fece con un unico fulmine e un grande e potente alito di vento. Da allora uomini a donne continuano ad annusarsi, accarezzarsi, leccarsi e darsi piacere sublime. Ma non hanno più un unico grande cuore innamorato che batte in entrambi i petti.

Ricetta: Ostriche in pastella piccante con salsa di yogurt alla menta

Ingredienti per 2 persone:

ostriche

10 ostriche freschissime

Olio di semi di arachide

Per la pastella:

peperoncino

150 gr di farina di riso

la punta di un cucchiaino di lievito in polvere

1 birra lager da 33 chiacciata

1 peperoncino piccante

sale q.b.

Per la salsa:

yogurt

125 gr di yogurt intero

10 foglie di menta

1 cucchiaino raso di semi di cumino

1 piccolo spicchio d’aglio

1 cucchiaio di olio e.v.o.

sale q.b.
Metti la farina setacciata in una ciotola, aggiungi il lievito, il sale e versa la birra lentamente, mescolando con una frusta e facendo attenzione non fare formare grumi. Dovrebbe bastarne mezza bottiglietta, ma per la consistenza giusta devi regolarti a occhio, non deve essere né troppo liquida né troppo densa, Come si suol dire, deve “scrivere”. Priva il peperoncino dei semi (a meno che tu non voglia una pastella piccantissima) e sminuzzalo al coltello. Aggiungilo al composto e riponilo in frigo per un’ora circa.

Pesta la menta, i semi di cumino, lo spicchio d’aglio e il cucchiaio di olio e.v.o. in un mortaio, quando hai ottenuto un pesto omogeneo, aggiungi lo yogurt e il sale. Rimescola e metti in frigo.

Passato il tempo necessario per la pastella, metti sul fuoco un tegame, possibilmente di ferro, con abbondante olio di semi di arachide. Non appena avrà raggiunto la giusta temperatura, 170 gradi circa, friggi le ostriche dopo averle immerse nella pastella. Non toccarle per qualche secondo, per dare il tempo alla pastella di aderire bene alla polpa. Non appena la pastella è dorata tirale fuori e adagiale si un foglio di carta assorbente.

Servile con una cucchiaiata di salsa allo yogurt e menta con cui potrai anche “sporcare” il piatto.

Dovrai essere ambigua, misteriosa e sorprendente mentre prepari questa ricetta. Uomo e donna insieme. Puoi scegliere se essere maschio sopra e femmina sotto, o viceversa. Nel primo caso, sceglierai un paio di pantaloni di taglio maschile, una camicia classica, scarpe basse, capelli tirati indietro col gel e appena un filo di trucco, e indosserai una lingerie particolarmente seducente sotto.

modella

Nel secondo caso, opterai per un abito sexy, i tacchi, un trucco importante e un’acconciatura adeguata, e metterai una canottiera e un paio di boxer da uomo come biancheria intima. Dipende dalla tua natura. Dovrai servire e gustare le tue deliziose ostriche con la stessa mise. Meglio ancora con quella esattamente opposta.